giovedì 1 dicembre 2016

San Francesco e l'Immacolata in un dipinto di Andrea Vaccaro (1656)

Andrea Vaccaro, Immacolata tra i santi Francesco e Gaetano, 1656
Pisticci, Chiesa di Sant'Antonio
Presso la Chiesa di Sant'Antonio di Pisticci (Matera) si conserva un dipinto del pittore partenopeo Andrea Vaccaro (Napoli, 8 maggio 1600 – Napoli, 18 gennaio 1670) del 1656 raffigurante la Vergine Immacolata in gloria tra gli angeli contemplata dai santi Francesco e Gaetano Thiene.
Così Giuseppe Consiglio scrive a proposito di quest'opera nella pagina del Sito oltrefreepress.com:
Il Prado conserva anche una tela dell'Immacolata di Andrea Vaccaro, identica a quella che aveva dipinto per il Convento di Pisticci. Due opere originali e ambedue firmate, al punto che è difficile stabilire quale sia stata dipinta per prima, anche se è molto probabile che siano coeve. Leggermente diversa è invece una terza Immacolata che fa parte della ricca collezione della Cittadella Monastica di Suor Orsola Benincasa di Napoli[...]. La tela dell'Immacolata tra i santi Francesco e Gaetano è tra i capolavori dell'arte pisticcese e fa bella mostra di sé nell'area absidale della Chiesa del Convento dove pure sono esposte opere di altri prestigiosi autori come il Guarino, Ferri e Cassone. Fu commissionata dall'Università di Pisticci nel 1656 in segno di ex voto per lo scampato pericolo della peste. A giudizio dei critici è opera di notevole valore storico e artistico. Secondo A. Grelle Iusco tradisce però la tradizionale adesione ai moduli controriformati, integrati dai forti contrasti luce-ombra che attraversano le figure. E il sac. Domenico Sinisi aggiunge che è una immagine unica per la realistica chioma disciolta e pendente sugli omeri. Per comprarla un ricco mercante aveva offerto ai frati ben 300 ducati, somma cospicua per quei tempi che avrebbe fatto comodo in tempi di ristrettezze economiche, e una copia fatta a cappella. Ma i religiosi opposero un fermo rifiuto ben conoscendo la particolare devozione della comunità per l'Immacolata, prima protettrice del paese, alla quale era stato pure intitolato un piccolo tempio al rione Dirupo. E così Vaccaro ne dipinse una seconda del tutto simile, esposta appunto al Prado.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.

Nessun commento:

Posta un commento