lunedì 28 novembre 2016

San Francesco nella "Disputa sulla Trinità" di Andrea del Sarto (1528)

Andrea del Sarto, Disputa sulla Trinità, 1528
olio su tavola, 215x175 cm
Firenze, Galleria Palatina (Palazzo Pitti)
La Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze custodisce un dipinto di Andrea del Sarto, pseudonimo di Andrea d'Agnolo di Francesco di Luca di Paolo del Migliore Vannucchi (Firenze, 16 luglio 1486 - Firenze, 29 settembre 1530), databile al 1517 così descritta nella pagina del Sito wikipedia.it:
Un cielo ceruleo fa da sfondo all'apparizione della Trinità, davanti a una nube plumbea, con Dio Padre, vestito di una sgargiante veste rossa, che rende impossibile trascurarlo, e regge il Cristo in croce.In basso, in primo piano, la scena è dominata dal consesso di sei santi, quattro in piedi in semicerchio e due inginocchiati davanti ai due lati, coi busti ruotati in maniera complementare, che ricordano le composizioni piramidali della tradizione fiorentina. In basso si vedono san Sebastiano (con le frecce) e Maria Maddalena (con l'ampolla degli unguenti), in piedi da sinistra sant'Agostino (con il bastone pastorale), san Lorenzo (con la graticola), san Pietro martire (col taglio sulla testa, l'abito domenicano e il libro) e san Francesco d'Assisi (col saio e le stimmate sulle mani). La Maddalena ha le fattezze della moglie del pittore, Lucrezia del Fede.Essi stanno conversando animatamente, libri alla mano, su questioni religiose che, in base all'apparizione in cielo, devono riguardare il dogma della Trinità. Il tema della disputa era allora assai in voga nell'Italia centrale, in tempi di vivo dibattito spirituale, basti pensare alla Disputa del Sacramento dipinta nel 1508 da Raffaello nelle Stanze Vaticane, o l'Estasi di santa Cecilia (1514), dello stesso autore.Il tema trinitario era particolarmente caro agli Agostiniani, infatti il loro santo fondatore ha una posizione preminente nel dibattito, col il braccio sinistro disteso in un gesto eloquente. Lorenzo, al centro, ha il ruolo di richiamare l'attenzione dello spettatore, indirizzandogli uno sguardo diretto.In generale i colori sono smorzati e accordati a tonalità insolite e disarmoniche, tramite le quali l'artista esprimeva le inquietudini di rinnovamento della sua epoca. La luce è forte e produce ombre scure alternate a zone di candidi bagliori, soprattutto nei panneggi dei santi in primo piano, quelli più esposti alla fonte dell'illuminazione, composti con pieghe profonde e "accartocciate" per Sebastiano e con effetti cangianti per Maddalena.A proposito di Maddalena, Vasari scrisse che: «fecevi ginocchioni due figure, una è Maria Magdalena con bellissimi panni, ritratta la moglie; perciò ch'egli non faceva aria di femmine in nessun luogo, che da lei non la ritraessi, e se pur avveniva che d'altri la togliessi, per l'uso del continuo vederla e dal tanto averla designata le dava quell'aria, non possendo far altro».
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.

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