mercoledì 30 novembre 2016

I santi Francesco e Chiara in un dipinto attribuito a Francesco da Castello (1597-1604)

Frans Van de Kastell detto Francesco da Castello (attr.)
Madonna in gloria, l’Arcangelo Michele e i Santi Francesco d’Assisi,
Chiara, Pietro, Andrea Apostolo e Lorenzo,
1597-1604

olio su tela, 313x212 cm
Rocca Massima, Chiesa di San Giuseppe al Boschetto
Presso la Chiesa di San Giuseppe al Boschetto di Rocca Massima, si conserva una tela attribuita a Francesco di Castello, Frans van de Casteele o Kasteele (Bruxelles, 1541 ca - 1621 datato tra la fine del XVI e l'inizio del XVII sec., raffigurante la Madonna col Bambino in gloria e i santi Pietro apostolo, Michele arcangelo, Andrea apostolo, Lorenzo, Chiara e Francesco. 
L'opera, esposta alla Mostra "Francesco, il Santo" tenutasi a Rieti nel 2012, è presentata dalla scheda di Giovanna Grumo pubblicata sulle pagine del Sito della Soprintendenza BSAE dal Lazio dedicate a quell'esposizione:
[...] Un tempo il dipinto era situato sull’altare maggiore della chiesa di Sant’Andrea Apostolo annessa al convento dei cappuccini nei pressi di Collevecchio, nel reatino, per il quale esso fu realizzato. Ora non è più nel luogo originario a causa di una dispersione avvenuta intorno al 1988, quando il complesso conventuale dei frati cappuccini fu venduto a privati[...].
La tela è divisa in due registri. In alto è la Vergine, con il Bambino poggiato sul grembo, seduta su nubi tra una gloria di angioletti e cherubini, mentre viene incoronata da due angeli in volo. Nel registro inferiore si trovano i Santi disposti a semicerchio. In posizione preminente è l’arcangelo Michele che schiaccia con il piede il demonio; egli, reggendo con la mano sinistra la palma allusiva al suo trionfo, alza imperiosamente la mano destra circondata da un alone di luce intorno al quale sono scritte le parole «quis ut deus», la frase «chi è come Dio?» che Michele – il cui nome ha proprio tale significato – avrebbe pronunciato scagliandosi contro l’angelo ribelle Lucifero che aveva messo in discussione la superiorità divina. Accanto a Michele è inginocchiato, a sinistra, San Francesco cui fa da contrappunto nell’altro lato Chiara d’Assisi, la quale mostra l’ostensorio che la connota. 
Su un piano più arretrato, in piedi, sono altri tre Santi: Lorenzo, alle spalle di Santa Chiara, con la sua graticola, segue poi Andrea apostolo, Santo titolare della chiesa e patrono di Collevecchio, con l’attributo della croce insieme a quello del pesce, e infine, posto dietro a Francesco, Pietro. Quest’ultima figura reca attributi poco visibili ma i suoi tratti fisiognomici e l’abito blu con il manto giallo, caratteristici della sua iconografia, inducono a confermare l’identificazione con Pietro, fratello minore di Andrea.
I due erano entrambi pescatori e narra il Vangelo che, quando incontrarono Gesù, furono da questi invitati a seguirlo perché avrebbe fatto di loro dei pescatori di uomini (Matteo 4, 18-20). L’oggetto che mostra Pietro è probabilmente un rotulo, in riferimento al tema iconografico della Traditio Legis [...].
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.

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