giovedì 27 ottobre 2016

San Francesco in una tela di Francesco Podesti (1860-80 ca)

Francesco Podesti, San Francesco, 1860-80 ca
olio su tela, 190x131 cm
Isola di Brescia di San Giovanni in Marignano, Chiesa di San Giovanni Battista
Nella Chiesa di San Giovanni Battista in Isola di Brescia di San Giovanni in Marignano (Rimini) è conservata una tela del 1860 ca del pittore Francesco Podesti (1800-1895) raffigurante san Francesco d'Assisi.
L'opera, esposta alla Mostra "Francesco, il Santo" tenutasi a Rieti nel 2012, è così presentata dalla scheda di Giovanni Capitelli pubblicata sulle pagine del Sito della Soprintendenza BSAE dal Lazio dedicate a quella manifestazione:
Fra le non numerose testimonianze della fortuna figurativa ottocentesca di San Francesco d’Assisi che siano degne di attenzione, e per qualità e per invenzione iconografica, spicca questa tela, segnalatami da Mariella Nuzzo: un dipinto non ancora entrato a pieno titolo nel catalogo critico del pittore anconitano sebbene già da tempo noto agli studi riminesi, contesto cui è pervenuto in seguito a un’interessante vicenda collezionistica (Pasini 1982, 1997, 1999).Il San Francesco è un’opera matura di uno dei massimi protagonisti della scena artistica romana di età di Restaurazione: Francesco Podesti, pittore dei Torlonia, professore all’Accademia di San Luca, frescante per papa Pio IX della Sala dell’Immacolata Concezione nei Palazzi Vaticani, ritrattista di vaglia, in breve di un operosissimo professionista, il cui nome «tra il milleottocentocinquanta e il milleottocentosessanta risuonava alto nella pittura, come quello di Verdi nella musica» (De Sanctis 1895).Immaginato come una moderna icona, il dipinto raffigura il Santo poverello in piedi, a figura intera, in un’attitudine fiera e battagliera di certo più adeguata a quella di un santo gesuita che al fondatore dell’Ordine francescano. Al centro di un contesto architettonico che si misura con i quesiti dell’ambientazione storica, San Francesco è presentato con i suoi attributi: la Regola custodita sotto il braccio, il Crocifisso, e il serafino della Verna, messaggero delle Stimmate, che simboleggiano le tappe principali della storia della sua ascesi, da un lato il riconoscimento dell’Ordine da parte del pontefice, dall’altro il ruolo di alter-Christus da lui perseguito anche nella devozione per la croce e confermato con le stimmate.Alle spalle del Santo, il pittore colloca uno dei compagni di Francesco; sullo sfondo è abbozzata la facciata di una chiesa gotica, con ampio rosone, galleria a ogive, pinnacoli e affreschi: in nome di un Medioevo centroitaliano rappresentato con semplicità iconografica e perspicuità immaginativa [...].
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.

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