martedì 25 ottobre 2016

San Francesco ai piedi della Croce in una tavola del Maestro di S. Francesco (1272)

Maestro di San Francesco, Croce dipinta (particolare), 1272
tempera su tavola, cm 488x355
Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria
La Galleria Nazionale dell'Umbria custodisce una croce attribuita al Maestro di S. Francesco (1272),  pittore italiano, di scuola umbra, ma di formazione giuntesca, attivo ad Assisi negli affreschi della chiesa inferiore, tra le tra le prime a proporre il Santo inginocchiato in adorazione dei chiodi e del sangue sgorgato dalla ferita del Cristo.
Così lo descrive la pagina di wikipedia.it dedicata all'opera:
Il Cristo, di tipo patiens, è appeso alla croce con quattro chiodi (due e non uno ai piedi, secondo il tipo pre-giottesco), ed è la testa barbuta molto incassata nel busto, coi capelli ricadenti in qualche ciocca sulla spalla sinistra. Il corpo è il più incurvato verso sinistra prima di Cimabue, arrivando ad invadere quasi tutto il tabellone laterale che risulta così impraticabile per le tipiche storie della Passione: infatti vi si trova un decoro geometrico, come pure sarà nelle croci cimabuesche.Completo in ogni parte accessoria, ha nella cimasa l'Ascensione, rappresentata come la visione della Madonna a mezza figura che, sollevanfo le braccia verso l'altro circondata da due angeli, allude alla salita in cielo del Redentore, che si vede benedicente e a mezzo busto nel clipeo superiore. Ai lati dei bracci si trovano i dolenti (Maria e Giovanni), qui raffigurati a figura intera, mentre nel soppedaneo un minuscolo san Francesco si accosta a toccare i piedi sanguinanti di Gesù inginocchiandosi.All'esempio di Giunta si rifanno il perizoma e l'accentuazione della curva del corpo, forse ispirata, nello sbilanciamento così marcato, al perduto Crocifisso di frate Elia già nella basilica di San Francesco. La forma della testa invece ricorda opere di Coppo di Marcovaldo, come il Crocifisso di San Gimignano, con una massa "fitta a spumosa della barba, l'acconciatura "gonfia" e la cannula del naso particolarmente sottile. Leggermente più morbide appaiono invece le pennellate nel viso.


A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.

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