lunedì 3 ottobre 2016

"La morte di san Francesco" in un bozzetto del cappuccino Camillo Kaiser (1859)

Camillo Kaiser, La morte di san Francesco (1859)
Milano, Museo dei Cappuccini
L'opera è un bozzetto in formato rettangolare di un dipinto eseguito dal cappuccino Camillo Kaiser (1822-1865), «religioso per vocazione, artista per passione» (Chiara Gatti, Frate Camillo pittore per vocazione, in repubblica.it) come il dipinto realizzato nello stesso anno 1859 per il convento di Bergamo e successivamente trasferito a Crema.
«La composizione dell'opera - si legge nella scheda di presentazione del Sito del Museo dei Cappuccini di Milano - risulta semplice al tempo stesso di grande umanità: san Francesco muore, come nel racconto tradizionale, deposto sulla nuda terra. Il pittore ambienta la scena in una spoglia cella conventuale, come si intuisce dallo svaso della finestra a sinistra e dall'immagine litografica della Vergine col Bambino appesa al muro senza cornice, con gli angoli di carta arricciati, trapassata da un lungo chiodo. L'ambiente ha tutta l'aria di raffigurare un luogo reale e noto all'artista e i frati intorno a san Francesco sembrano ritratti dal vero. La composizione delle figure è classica, con struttura piramidale: san Francesco, sostenuto per le spalle da un con fratello, come in una Pietà, è appena spirato, il suo capo reclinato da un lato è coronato dall'aureola. Secondo il tradizionale riferimento iconografico ci appare nella posizione di un Cristo deposto dalla croce, con le stimmate bene in evidenza. Gli sguardi accorati dei frati che lo hanno assistito sono assai ben caratterizzati e il gesto del padre che, secondo le narrazioni della morte di san Francesco, legge il salmo Voce Mea (Ps. 141), è pacato e calibrato, letterario quasi, e rivela la maturità della cultura figurativa acquisita dal pittore in questi anni di studio. In basso a destra, poggiato sopra il teschio (monito della caducità dell' esistenza ed attributo classico di tutti gli eremiti) sta il libro della regola, sul taglio superiore del volume aperto si legge la firma del pittore»

A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.

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