sabato 8 ottobre 2016

Il san Francesco attribuito a Cimabue del Museo della Porziuncola

Cimabue (attr.), San Francesco, particolare, 1280/90 ca
tempera su tavola senza preparazione, 123,3 x 41 cm
Assisi, Santa Maria degli Angeli, Museo della Porziuncola (inv. 1513)


La tavola con il ritratto di san Francesco attribuito a Cenni di Pepe (o di Pepo), detto Cimabue (Firenze, 1240/50-1301/02), oggi conservato presso il Museo della Porziuncola in Santa Maria degli Angeli di Assisi, è descritta nella scheda di Alessandro Tomei pubblicata sulle pagine dedicate alla Mostra "Francesco, il Santo" (Rieti, 16 giugno - 4 novembre 2012) del Sito  della Soprintendenza BSAE del Lazio. «L’icona - scrive tra l'altro il Tomei -, ricordata ad Assisi sin dal XVIII secolo, è stata ritenuta la copertura della cassa in cui vennero riposte le spoglie mortali di san Francesco prima della traslazione del corpo nella basilica assisiate. Diversamente dalla prassi usuale dal Medioevo fino agli inizi XVI secolo, la tavola è priva di preparazione pittorica, circostanza che ha portato a dubitare della sua autenticità. L’assegnazione a Cimabue, lungamente dibattuta ma largamente accolta dalla critica, è stata avvalorata dal confronto con la Madonna in trono tra angeli, affrescata dal maestro fiorentino nella basilica inferiore di Assisi, in cui il volto di Francesco presenta tratti somatici in tutto simili [...]. È stato più volte sostenuto dagli studiosi che la tavola di Santa Maria degli Angeli e il collegato affresco della chiesa inferiore siano stati i primi tentativi di adeguare l’iconografia del Santo alla descrizione presente nella Vita prima redatta da Tommaso da Celano (Giorgi 2009), in qualche modo umanizzando e rendendo più terrena l’immagine più aspra e ascetica adottata nelle prime opere a lui dedicate».


A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.

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